Numb3rs

Martedì 26 Giugno 2007 – 23:39

I personaggi di Numb3rsForse sarebbe il caso di parlare un po’ di telefilm. Che in questa caldissima estate la tv italiana regala in dosi massiccie. Ad esempio, “Numb3rs“. Si, si, lo so, lo so, molti lo hanno etichettato come il buon vecchio Fantozzi ha etichettato “La corazzata Potemkin”. Ok, non giudico. :) Per altri però (tanto per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte) il giudizio è diametralmente opposto.

Per chi non l’avesse visto (domenica sera, Raidue) si tratta di un poliziesco americano (ma va?) dove i casi vengono risolti con l’aiuto della matematica da due fratelli, un giovanissimo docente universitario di matematica e un detective di polizia.

Ma che vi piaccia o no forse Numb3rs è il primo poliziesco che ribalta un po’ la situazione, dove gli sfigati diventano eroi e dove la matematica assume quell’alone intrigante dimenticato, esaltandone la logica disarmante e allo stesso tempo inaccessibile a molti. Nelle varie puntate sono stati toccati campi molto differenti della matematica: la Teoria dei giochi, l’ipotesi di Riemann, passando per la crittografia e la meccanica quantistica attraverso Heisenberg.

Insomma, mica fuffa. Il problema in questi casi è che, dove finiscono le consulenze degli esperti, come sempre, comincia la fantasia degli sceneggiatori. E allora nella trasposizione in fiction tutto diventa possibile, anche le cose più impensabili. Come ad esempio leggere a vista una sequenza binaria di uni e zeri con alcuni bit invertiti, e capire al volo di che tipo di file si tratta. Tanto per dirne una, ma non è la sola. E con esagerazioni come queste (che erroneamente si pensa siano visibili solo da addetti ai lavori) il confine tra la serie intrigante e la cagata pazzesca di fantozziana memoria è estremamente flebile.

Una serie come questa ha un potenziale (e una missione) fortissima: quella di far capire alla gente quanto in realtà la matematica, la logica e la scienza in generale stiano alla base di tutto, in qualsiasi cosa della vita di tutti i giorni. E’ quindi estremamente importante che la “mission” sia rispettata, limitando al minimo le “cavolate immense” (tanto per non quotare nuovamente il ragionier Ugo) e attenendosi a ciò che si può realmente fare, per evitare che si sconfini dall’altra parte, ovvero dalla mancanza di conoscenza alla conoscenza totalmente errata degli argomenti.

Per carità, è un telefilm e come tale un passatempo. Ma i geek all’ascolto lo sanno certamente più di me: quante volte negli ultimi 10 anni Hollywood ha fatto figure bassissime nelle scene in cui si usano computer o tecnologia in genere? Abbiamo visto di tutto, da immagini digitali che zoomate all’infinito non sgranano mai e acquistano in nitidezza a cellulari spiati senza la batteria collegata, passando per rintracciamenti fantasiosi e gente che per “dare comandi” al computer digita sequenze di uni e di zeri (probabilmente programmazione a basso livello)…

E tutto questo è disarmante, perchè ti fa perdere il pathos, l’immedesimazione con il film. Senza contare che il giorno dopo ti senti immediatamente chiedere se è vero che la polizia ti rintraccia il telefonino quando è spento. E li, in quel momento preciso, in quell’istante ben definito, ti cascano le balle.

Insomma, i telefilm scientifici sono un’arma a doppio taglio. Numb3rs è molto interessante e per ora “in equilibrio”, ma non vorrei mai che arrivasse un colpo di vento e…

  1. 7 risposte a “Numb3rs”

  2. Prima che arrivasse su Rai2, come sempre è passato da Fox Crime: non ero mai riuscito però a vederlo. L’ho visto per la prima volta domenica sera.
    Lo trovo bello, originale e interessante: e anche un ottimo modo per “ripassare” nozioni viste all’università!
    Anche se, come comunque sottolinei tu, va preso con le molle: a volte si trovano esagerazioni, forzature, ma non così eccessive come in altri telefilm.
    Il tuo esempio delle immagini zoomate e mai sgranate è un classico di tutti i CSI.

    di Fabrizio ITALY | 27 Giu 2007 - 09:02

  3. Anche a me piace molto e condivido gran parte del tuo post, soprattutto quando parli di “Una serie come questa ha un potenziale (e una missione) fortissima: quella di far capire alla gente quanto in realtà la matematica, la logica e la scienza in generale stiano alla base di tutto, in qualsiasi cosa della vita di tutti i giorni”.
    Per quanto riguarda le “immagini digitali che zoomate all’infinito non sgranano mai e acquistano in nitidezza”, esistono tali software. Un esempio è PhotoZoom Pro…
    Per il resto concordo su tutto, ottimo post!

    di Michele ITALY | 27 Giu 2007 - 13:46

  4. @ Fabrizio: in effetti CSI è maestro in queste cose :)
    @ Michele: Si, mi sono spiegato male forse, cioè quei software esistono ma in realtà sono dei palliativi, cioè usano interpolazioni di pixel e filtraggi a “manetta”, in realtà è impossibile zoomare acquistando dei particolari in più che non erano visibili prima :):)

    di Stefano ITALY | 27 Giu 2007 - 20:56

  5. Non sono sicuro che sia impossibile zoomare e poi con le spline (http://en.wikipedia.org/wiki/Spline_(mathematics)) acquistare dettagli che prima non si potevano vedere…
    Si dovrebbe provare!

    di Michele ITALY | 28 Giu 2007 - 12:12

  6. Che spettacolo! Ieri hanno parlato di Catene di Markov ed inferenza bayesiana.

    di Michele ITALY | 2 Lug 2007 - 10:58

  7. @Michele: si, Markov e Chapman-Kolmogorov… E pensare che quella roba l’ho data nell’esame di Reti avanzate solo 2 mesi fa, mi sembrava di esserci ripiombato dentro :):)

    di Stefano ITALY | 2 Lug 2007 - 13:38

  8. Tra l’altro ho scoperto proprio oggi che quel Ridley Scott che si vede nei titoli di coda è proprio QUEL Ridley Scott!

    di Michele ITALY | 2 Lug 2007 - 18:21

Inserisci un commento