Diego Garcia
Martedì 24 Luglio 2007 – 13:07Per chi studia le telecomunicazioni poter mettere in contatto persone che vivono a migliaia di chilometri di distanza, persone che vivono in paradisi irraggiungibili e isolati è una delle più grandi soddisfazioni che si possano avere. E’ appagante, e ti fa rendere conto che ciò che studi può veramente cambiare la vita delle persone.
E’ proprio durante una ricerca in Internet sui sistemi di telecomunicazioni nei posti più isolati del pianeta che sono venuto a conoscenza della storia di Diego Garcia (qui il bookmark per Google Earth).
Diego Garcia è un’isoletta, anzi, meglio, un atollo, nel bel mezzo dell’Oceano Indiano. Fa parte dell’Arcipelago delle Isole Chagos, e praticamente ne è l’isola più abitabile e conosciuta, oltre ad essere un paradiso tropicale da sogno. Diego Garcia fa parte dei Territori Britannici dell’Oceano Indiano ed è quindi una colonia britannica dai tempi delle Guerre Napoleoniche.
Nel 1965 l’Arcipelago venne ufficialmente distaccato dalle Mauritius (che ottennero l’indipendenza dal Regno Unito), per andare appunto a costituire parte del distretto dei “Territori Britannici dell’Oceano Indiano”. L’anno successivo il governo inglese acquistò le piantagioni di cocco e copra dell’isola, le rese improduttive, e nel 1971 vennero chiuse a causa di un accordo UK-USA per fare di Diego Garcia una base militare anglo-americana. Apparentemente gli inglesi non ricevettero alcun compenso dagli USA, anche se i ben informati sostengono che l’isola sia stata quasi-completamente ceduta agli USA (sebbene rimanga territorio inglese) in cambio di uno sconto di 14 milioni di dollari sull’acquisto di Missili balistici Polaris.
Fatto sta che a causa di questo accordo tutti gli abitanti autoctoni di Diego Garcia vennero costretti ad abbandonare l’isola, in seguito a ricatti, embarghi e con metodi non propriamente ortodossi. Ancora oggi la storia dell’esportazione dei Chagossiani si combatte a suon di battaglie legali, con il Governo Inglese che decide di ignorare bellamente le risoluzioni della stessa Corte Suprema inglese, che invece si è pronunciata sempre (l’ultima volta nel maggio del 2007) a favore del ritorno degli abitanti sull’isola.
Un aspetto interessante, visti i metodi utilizzati e visto che la deportazione è stata compiuta dalle due massime democrazie mondiali.
Oggi Diego Garcia è una base navale e aerea (usata per i bombardamenti in Iraq e Afghanistan), e vi si trovano pure una delle stazioni di terra per il sistema GPS e diversi radar per il monitoraggio dei cieli nel sud-est asiatico e Medio Oriente. Su Diego Garcia si trovano circa 2000 militari, e svariate centinaia di lavoratori (provenienti da differenti stati dell’area dell’Oceano Indiano e dall’Inghilterra) per le compagnie autorizzate ad operare sull’isola, una delle quali è Cable&Wireless, che interconnette via satellite l’isola fornendo pure copertura WiFi nelle aree abitate.
Inoltre vi sono spazi per la conservazione di armi nucleari, anche se attualmente pare che non ve ne siano sull’isola, e la base aerea stessa fa parte della lista di basi aeree per gli atterraggi d’emergenza delle navette Space Shuttle.
Quelli che seguono sono due filmati. Il primo, dal punto di vista americano, è uno di quei video che piacciono tanto agli statunitensi, per promuovere la vita nella base di Diego Garcia tra le truppe. Il secondo è invece il documentario di un giornalista free-lance australiano, vincitore pure di un Emmy e di vari premi come l’”UN Media Peace Prize”, che riporta le testimonianze dei Chagossiani e diversi scorci dell’isola.
Buona visione.
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