Chiamatemi pure retorico

Martedì 11 Settembre 2007 – 23:35

Oggi è stata per la sesta volta l’”Undici Settembre”.

E’ incredibile come certi avvenimenti possano entrarti nella testa, fissarsi, andare a congelarsi nella memoria eterna. Tu li vedi, da spettatore ignaro, disarmato. Loro ti scivolano addosso, ma al tempo stesso si fissano come fossero colla. E tu sai già che quelle immagini saranno quelle che tra cinquant’anni ti faranno dire “mi ricordo, io c’ero”.

Ricordo benissimo quel giorno. Credo che lo ricordino tutti, e tutti sicuramente oggi hanno pensato ad allora e a dove erano quando è successo.

Io ero appena tornato da scuola. Era il primo giorno del mio penultimo anno alle superiori. Ora sono all’ultimo anno di specialistica all’università, sembra passato un secolo, ma è stato ieri.

Ero rincasato, come al solito, alle 2,20. Mi misi a mangiare, guardando la tv. Raidue. Ricordo che in quel momento stavo guardando il telefilm “The Practice“. All’improvviso la sigla del TG interrompe il programma. Edizione straordinaria. Non l’avevo quasi mai vista in vita mia, un’edizione straordinaria. O perlomeno da quando avevo cominciato a seguire i tg.

Sullo schermo compare un arruffato giornalista. Informa che “un secondo aereo” si è schiantato contro le torri gemelle di New York, e che si pensa sia un attentato. Le torri gemelle, quelle che io essendo figlio degli anni ‘80 conoscevo solo per un bizzarro spot in cui venivano ricoperte da un paio di jeans gigantesco. Non sapevo ancora che sarebbero state ricordate per ben altro. Non sapevo manco che erano a New York.

Da quel momento in poi è un susseguirsi di telegiornali, dirette non-stop. Ricordo quella cosa bizzarra del ritardo dei satelliti, per cui i TG mostravano due inquadrature diverse di due TV differenti dove il crollo avvenne a distanza di alcuni secondi nelle due riprese. Ricordo che si parlava subito di bombe. Ricordo che si aveva paura per altri obiettivi. Ricordo le notizie di evacuazioni un po’ in tutto il mondo. Ricordo una conferenza stampa dei talebani che smentivano ogni loro implicazione. Ricordo il messaggio in diretta di Bush. Ricordo ogni momento di quel giorno.

Siamo stati catapultati all’improvviso in un mondo fatto di sceicchi, abbiamo conosciuto un anonimo e bizzarro personaggio con una barba grigia che si chiamava come una marca di pennarelli, siamo stati sparati in un mondo di terroristi, di infedeli, di lotta per la libertà, di esportazione della democrazia.

Certo, è difficile dimenticare, quando si vede la morte in diretta, quando si diventa testimoni. E’ probabilmente il primo evento storico a cui ho assistito, se escludiamo alcuni sprazzi che ricordo quando ero piccolo sulla guerra del golfo e sulla caduta del muro.

L’unica cosa che vorrei oggi e che vorrei si unisse nella memoria assieme al ricordo grottesco di quegli eventi è che l’11 settembre non sia solo quello degli USA, ma quello delle migliaia di vite di soldati uccisi, da tutte le parti, di bambini innocenti morti sotto le bombe, di persone senza alcuna colpa che hanno perso la vita a causa della follia che da quel giorno (ma anche, purtroppo, da molto prima) perseguita il mondo intero.

  1. 1 risposta a “Chiamatemi pure retorico”

  2. Non ci sono parole che possano commentare quello che sei anni fà è successo a Manhattan, l’unica cosa che non mi convince è che agli Americani sembra “non fregare nulla”. O meglio hanno solo voglia di dimenticare ciò che è accaduto, ti lascio questo link di amici che attualmente vivono là per lavoro.

    di Mauri83 ITALY | 12 Set 2007 - 17:03

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