Programmare humanum est

Sabato 13 Ottobre 2007 – 0:50

Ho sempre considerato Nokia una buona, anzi, ottima produttrice di apparati hardware e relativi firmware. Sempre. Non lo direi se non fossi un fortunato possessore di un Nokia N73 No Brand, che (visto il prezzo) tratto con i guanti. Questo per dare un quadro generale.

La cosa che però mi fa veramente incavolare è il post-vendita. Tralasciando questioni relative ai concessionari di assistenza delle singole città (nella mia città la gente piuttosto di portarlo al Centro Nokia lo getta nel tritacarne), su cui peraltro ci sarebbe molto da dire, vorrei porre l’accento su come Nokia stessa spesso faccia le cose con i piedi.

Il ragionamento in particolare nasce da un bug presente nel software dell’N73: ogni SMS ricevuto reca come orario (sia nei dettagli che nell’anteprima) l’orario di ricezione da parte del telefono, e non quello di invio della rete. Un bug non da poco, perchè accade ogni giorno che, una volta acceso il telefono, arrivi qualche sms inviato nella sera precedente, ma che non si riesce a capire se è stato inviato pochi minuti prima o se sia effettivamente risalente alla precedente giornata.

Ecco, se pensiamo che nelle versioni software vecchiotte il bug non c’era e che è “spuntato” dopo, possiamo arrivare alla conclusione che non è un problema implementativo, e che un bug del genere è una benemerita cavolata. Ci riuscirebbe anche un programmatore Windows a risolverlo, in 5 minuti. Anzi, meno. E’ questione di una riga di codice.

E invece no, il bug è stranoto agli amici finlandesi, viene continuamente segnalato, i possessori sono incavolati neri per un telefono da 400 euro che non mette nemmeno l’ora giusta nei messaggi, ma le cose continuano a stare così. Si susseguono rilasci software che aggiungono cazzilli come Nokia Maps, che accorpano funzioni, che le distaccano, che le spostano, che cambiano il software in startup. Escono firmware accellerati, con nuovi media player, con gingilli inutili.

Ma lo stramaledettissimo e fastidiosissimo bug, no. Quello sta li, imperterrito, impunito, imperituro, fissato nella memoria. C’è pure nella 4.0735.3.0.2, appena uscita calda calda dal repository Nokia.

E poi a questo possiamo tranquillamente aggiungere un cavo dati con un attacco della consistenza di una Morositas, che spesso (e con ironia assai puntuale) fa sconnettere elettricamente il telefono durante il flashing e lo “bricka”, riclassificando quindi l’utilità dell’aggeggio da “audiofono elettronico molto costoso” a “oggetto contundente”, perlomeno fino al prossimo hard-reset da parte del Centro Nokia.

Allora la mia domanda la rivolgo direttamente a Nokia stessa. Che diavolo vi costa correggere una stramaledetta riga di codice? Non vi impiega molto, serve 1 programmatore, 1 computer, e 5 minuti di tempo, che magari possono anche avanzare, tra una sauna e un pranzo a base di renna.

Ah, si, e se non chiedo troppo, magari testare un po’ di più i vostri “connettori”?

  1. 3 risposte a “Programmare humanum est”

  2. Pensa che in fondo, in fondo, sei abbastanza fortunato in quanto ormai tutti, per risolverti un problema, cercano di dirottarti verso i call center (quelli con prefisso 166, 199, 899), di cui ne parlavo nel mio penultimo post.

    di Mauri83 ITALY | 13 Ott 2007 - 23:03

  3. E pensare che volevo prenderlo quel cellulare, visto che sono mesi che vado avanti con casseruole senza coperchi. :)

    di Michelangelo ITALY | 14 Ott 2007 - 15:00

  4. @Michelangelo: come cellulare è molto buono, niente da dire, e tutto sommato lo consiglio. Fa però imbestialire come si comporta Nokia “dopo”…

    di Stefano ITALY | 14 Ott 2007 - 23:58

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