Chi ha rotto il cavo?

Domenica 10 Febbraio 2008 – 23:32

Oramai sembra sia diventata una “caccia al sabotatore” globale: ovunque c’è chi si chiede chi diavolo possa aver sabotato i link sottomarini asiatici. Oddio, in effetti un qualcosa di poco chiaro c’è: nel giro di due settimane uno stesso gruppo di Paesi s’è visto decurtare la connettività a causa del tranciamento di esattamente 6 cavi sottomarini, e qualche dubbio è legittimo possa palesarsi.

E mentre c’è chi va di congetture (è evidente che sono stati gli alieni, cretino io a non pensarci), sarebbe interessante ripercorrere quali siano state le “rotture”.

  • 23 Gennaio 2008: cavo FALCON (di Flag Telecom, India), che collega Francia, Italia (Palermo), Egitto, Canale di Suez, India. Rottura avvenuta nei pressi di Bandar Abbas, Iran.
  • 30 Gennaio 2008: cavo SEA-ME-WE 4 (consorzio di 16 compagnie telefoniche), che compie più o meno lo stesso percorso del cavo precedente. Inoltre nuovo guasto al FALCON. E’ stato verificato che nessuna nave era in zona o nelle vicinanze al momento delle rotture.
  • 1 Febbraio 2008: Ennesima rottura al FALCON: Flag Telecom ha confermato che è avvenuto tra Muscat (Oman) e Dubai (Emirati Arabi Uniti), a causa di un’ancora abbandonata di 6 tonnellate.
  • 3 Febbraio 2008: cavo DOHA-HALOUL (di Qtel, Qatar), danneggiato tra Qatar ed Emirati Arabi Uniti.
  • 4 Febbraio 2008: cavo SEA-ME-WE 4 nuovamente danneggiato in Malaysia.

800px-2008_submarine_cable_disruption_map.jpgAlcune rotture sono state riparate, altre dovrebbero essere riparate entro domani (lunedì), ma per un certo periodo l’unico cavo rimasto a fornire connettività al Medio Oriente dall’Europa è stato il SEA-ME-WE 3, che in Italia passa per Mazara del Vallo (PA).

In totale tali guasti hanno riguardato il 70% degli utenti Internet egiziani, il 60% degli indiani e afflitto una larghissima parte degli utenti di una serie di paesi del Medio Oriente. Pare inoltre che l’Iran, già ridotto male per l’embargo, sia rimasto totalmente senza connettività.

Come è possibile notare da questa mappa che dovrebbe riportare buona parte dei backbone sottomarini mondiali, la maggior parte della connettività in India e Medio Oriente arriva proprio dall’Europa, e, a meno di effettuare routing attraverso il Giappone e successivamente gli Stati Uniti, un guasto del genere è praticamente in grado di isolare l’intera area.

Per quanto riguarda la nostra Europa la situazione è abbastanza diversa, e c’è una forte ridondanza nei collegamenti con gli Stati Uniti, il che garantisce in modo più che ragionevole la continuità del servizio tra i due continenti anche in caso di guasto di uno o più cavi (sempre che ovviamente ci siano gli accordi…).

E quindi? Sabotaggio? Incidente? Mah, difficile a dirsi… Visualizzando la mappa (vedi immagine del post) è possibile notare come in realtà i guasti si siano concentrati in ben tre punti diversi (Egitto, Qatar, Malaysia), il che farebbe pensare a guasti veri e propri, anche se (in particolare nel caso dei guasti egiziani) la mancanza di navi in loco fa decisamente traballare ogni ipotesi di rottura accidentale dovuta ad ancore di imbarcazioni…

Rimangono quindi in piedi le ipotesi relative a terremoti, eruzioni sottomarine o invasioni di cavallette divoracavi, di più difficile accadimento in una zona di mare ristretta come il Mediterraneo. Anche se le cavallette… :)

Comunque l’unica cosa certa è che la rottura degli stessi collegamenti per praticamente 4 o 5 volte di fila in dieci giorni non rientra affatto nella casistica classica… :)

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